Domande e poche riposte
Questo e' il nuovo quesito che verra' stampato sulla scheda grigia per le votazioni del 12-13:
"Volete voi che siano abrogati i commi 1 e 8 dell'articolo 5 del decreto-legge 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75?"
Riporto pari pari i due commi incriminati (leggeteli bene):
1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.
8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorita' e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitivita' del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilita' ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali.
E quindi?
Qualcuno mi vuole spiegare?
Alla fine gli effetti pratici di votare SI mi paiono risibili. Il valore simbolico e' tutto da valutare, e trasformare un referendum in un arma a livello politico mi pare una stupidata.
Insomma, dopo sto cambiamento, qualcuno mi spiega perche' "SI"?
Che cosa impedisce a un qualsivoglia governo, all'indomani di una vittoria del SI al referendum, di riprendere un programma legato all'energia da fonte nucleare in Italia?
(al fine di evitare polemiche sterili, nel quesito precedente avrei votato SI, ma non di certo per questioni di sicurezza).
Aggiornamento del 8/6/2011
Interessante articolo di Marco Cattaneo sul blog del Le Scienze: Nucleare, il referendum inesistente.
