清水寺 - Kiyomizudera (Kyoto) Aprile 2010
箱根, 紅葉 (Hakone), Novembre 2010
富士山、江ノ島から (Monte Fuji da Enoshima), Dicembre 2010
日光, 輪王寺 - Rinno-ji (Nikko), Giugno 2010
清水寺 - Kiyomizudera (Kyoto)
Kyoto, giardino del Kinkaku-ji
増上寺 - Zojo-ji
日光, 輪王寺 (Nikko) Rinno-ji
日光(Nikko)
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Il lavoro

lunedì 28 marzo 2011 1:46 PM scritto da Micchan in , , , ,

Fuori dai palazzi del KEK fa molto silenzio. Tutti i condizionatori sono spenti. Si sente solo la natura intorno visto che siamo circondati dagli alberi. Fa un po' freddo, ma si puo' sopportare coprendosi.
Anche le luci devono rimanere spente, infatti dopo una certa ora si torna tutti a casa. L'unica cosa che possiamo usare e' il PC per cercare di lavorare. Il consumo dell'intero centro non deve superare i 2 MW, che fanno piu' impressione se confrontati con i precedenti 13 MW.

Allo stato attuale e' difficile lavorare, soprattutto per noi che usiamo supercomputer giornalmente per i nostri studi. Ancor piu' difficile, praticamente impossibile, per gli sperimentali che non possono accendere le macchine. L'incertezza su quanto potra' durare questa situazione e' grande. Alle 3 ci sara' una riunione delle alte sfere per decidere come proseguire l'attivita' di ricerca e valutare i danni agli apparati. E' chiaro che come in tutti gli altri comparti economici del Giappone, anche il piu' grosso centro di ricerca in Fisica andra' a rilento per un certo periodo.

帰り - Ritorni

giovedì 24 marzo 2011 12:54 PM scritto da Micchan in , , , , ,

Con oggi finisce la visita all'universita' di Osaka dove ho potuto assaporare il rientro ad una normalita' fatta del mio lavoro di fisico e di discussioni, di gesso.
Al centro di ricerca a Tsukuba hanno riallacciato la corrente a tutti gli edifici del personale e si stanno facendo tutti i controlli del caso, non e' certo come rimettere su il televisore che ti e' caduto in casa.

Osaka e il Kansai sono stati importantissimi nel recuperare lucidita' e pensare con distacco al da farsi, ragionando a mente fredda.
Senza quattro o cinque scosse al giorno che tengono in ogni caso i nervi sotto stress.
Anche se ti fidi ciecamente della capacita' costruttiva dei giapponesi, specialmente della mia casa nella quale praticamente non ho subito alcun danno con la scossa del 3/11.

Da domani rientro a Tsukuba, Ibaraki. Perche' li la vita non ha subito grosse deviazioni e c'e' il mio lavoro. Prenderemo le precauzioni necessarie per l'acqua e le verdure. Al momento mi pare abbastanza semplice evitare le contaminazioni.. In piu' in Ibaraki i livelli per l'acqua sono di gran lunga sotto la norma, almeno dai dati di ieri.

Certo, la centrale sta ancora li, troppo calda per essere normale, ma la voglia di rientro e' maggiore di ogni timore come la voglia di aiutare nelle mie possibilita' il ritorno della vita come era due settimane fa. Non dietro l'angolo, ma si puo' fare.
Sono cambiate molte cose, ho capito varie persone nel bene e nel male, due settimane di Marzo che ancora mi paiono lunghe due mesi.
Dalla settimana prossima comincieranno a sbocciare tutti i sakura... terremoto o no.

東北大地震 Il grande terremoto del Tohoku

domenica 13 marzo 2011 7:00 PM scritto da Micchan in , ,

Titolo volutamente distonico con il contenuto,

e' il primo albero fiorito che vedo quest'anno...



The day Japan stood still

sabato 12 marzo 2011 5:00 PM scritto da Micchan in , ,

Sono circa le due e quaranta quando sono nello studio del mio capo per discutere di una questione di risorse di calcolo quando cominciano ad oscillare le vetrine delle librerie. Una cosa abbastanza normale, nel senso che ci si e' abituati e si aspetta che termini. Ma invece di terminare si fanno piu' forti, e quindi usciamo sul balcone. Gia due giorni prima c'era stata una scossa parecchio lunga e intensa ma niente di paragonabile a quello che stava succedendo perche' si sentiva e si osservava perfettamente l'oscillazione di parecchi centimetri a destra e sinistra dell'edificio, ed eravamo solo a secondo piano. Quindi, molto lucidamente ma decisamente il piu' in fretta possibile scendiamo giu' per le scale e aspettiamo in cortile che finisca la scossa, che dura per almeno un paio di minuti. Difficile dire con precisione quanto perche' il tempo pare un po' dilatato quando ti accade una cosa del genere.

Lost highways

giovedì 14 gennaio 2010 7:29 PM scritto da Micchan in , ,

Ieri cinque minuti di sano panico alla fine della giornata che rischiava di diventare mooolto lunga e a modo suo memorabile.
Antefatto: ieri è stata la giornata più fredda da quando sono arrivato in Giappone, segnatevelo bene perchè è parte rilevante nella vicenda.

Non prevedendo una giornata così fredda vado sino al KEK in bicicletta. Quei sani quaranta minuti di pedalata al corroborante fresco del mattino... ma quando mai!! Si gelava! Il freddo non era corroborante ma più sul corrosivo direi. In più aggiungiamoci anche un bel vento contrario e non ci siamo fatti mancare nulla. E dire che era la prima volta che prendevo la bici per andare a lavoro, ottima scelta.
La sera prima di rientrare ho la lezione di giapponese, raccolgo in fretta le mie cose in ufficio e andiamo a lezione che finisce verso le sette e mezza. Insomma per farla breve, tra viaggio in bici, passaggio al Kasumi per rifornire il frigo (non è vero, diciamolo, mi sono fermato al Kasumi principalmente perchè c'era l'aria condizionata a palla e ormai erano le mie mani e i piedi a pensare per me), sono arrivato a casa verso le nove.
Il tempo di mettere la bici sul suo trespolo e arriva la tragica scoperta: ho lasciato le chiavi di casa al KEK...
La ricerca affannosa ovviamente non da frutti e quindi mi rassegno a tornare al KEK, prendere le chiavi (sempre che ci sia qualcuno in studio perchè le chiavi di casa stanno insieme a quelle dello studio), tornare indietro. Tempo previsto: almeno un'ora e mezza al gelo. Senza neanche essere certo di trovare le chiavi...
Dopo essere appena partito in bici, lasciando tra l'altro la busta della spesa in un angolo del parcheggio delle bici perchè mica me la potevo portare appresso, vengo travolto da un secondo di lucidità: ho una copia delle chiavi di casa nella borsa, un posto talmente remoto che non mi era venuto in mente prima. Fine gloriosa dei cinque minuti di panico. Rientro in casa e accendo l'aircon a palla... aaaaah...
Ovviamente stamane le chiavi erano paciose sulla scrivania accanto al computer.

E ho pure il portachiavi di Totoro comprato apposta perchè mi accorgessi della mancanza. Tradito da Totoro... ma si può?!?

Life in Japan part I

sabato 9 gennaio 2010 10:45 PM scritto da Micchan in ,

Qualche osservazione a caso su alcuni aspetti della vita quotidiana in Giappone che in Italia a mio parere non avrebbero vita lunga.
Esempio numero uno, i supermercati. Per supermercati intendo proprio i supaamaketto non un konbini qualsiasi come Lawson o i 7eleven. I supermercati, almeno qui a Tsukuba, hanno tutti le casse al centro dell'edificio, un po' come se alla Coop le casse fossero nella zona biscotti. Si entra (non c'è nessun rivelatore nelle entrate o uscite che tra l'altro non sono distinte), si fa la spesa, si paga nelle casse al centro e si esce, nessun percorso obbligato di controllo. Normale. Normalissimo. Funzionerebbe in Italia? Risposta semplice, no.
Esempio numero due, gli autobus (sempre qui a Tsukuba). Entrate e uscite sono separate, si entra da dietro e si esce davanti nella porta accanto al guidatore.Il biglietto si paga dentro l'autobus all'uscita e si paga a seconda della tratta e non del tempo (a differenza della maggior parte dei mezzi in Italia per esempio). Sin qui nulla di particolarmente significativo. Per pagare si buttano le monetine in una macchinetta mangia soldi che però non li conta, come non li conta il guidatore perchè è umanamente impossibile contare una decina di monetine nel giro di una frazione di secondo (e che non vi venga in mente Rain Man perchè allora significa che i guidatori dei bus sono tutti autistici e hanno Tom Cruise come fratello). Insomma per farla breve, ci si fida della buona fede di chi paga il biglietto. Stessa domanda del punto uno, stessa risposta.

Ieri sono andato a farmi una visita per le lenti a contatto perchè altrimenti non le posso acquistare. Che dire, la visita all'ospedale in Lost in translation era una passeggiata... ;)

Oggi pulizie,











Oyasuminasai!

Tsukuba - 1

sabato 2 gennaio 2010 4:17 PM scritto da Micchan in , , ,

Tsukuba è la cittadina in cui vivo a meno di un'ora di treno da Tokyo, il comodissimo Tsukuba express verso Akiba (1150円 durante i giorni lavorativi della settimana - io uso la Pasmo card per comodità - e 870 nei we con i biglietti che si possono acquistare al BF1 di DayzTown in centro, che è l'unico posto con le macchinette per i biglietti scontati che conosco al momento).


Aquos Shot ISO 400 f/2.8 1/580s
E' stata costruita essenzialmente come una Science City e infatti sono qui concentrati una marea di centri di ricerca dall'aerospaziale alle scienze dei materiali agli acceleratori del KEK (高エネルギー加速器研究機構, kou enerugi kasokuki kenkyou kikou, High energy accelerator research organization) e una grande università.

Adoro i mille parchi che sono sparsi per tutta la città e circondano università e centri di ricerca e soprattutto la strada che taglia in due tutta Tsukuba da nord a sud completamente libera da auto e ottima per le bici, in questi giorni spoglia perchè anche qui stranamente è inverno. In ogni caso sempre pulita e neanche una foglia rimane per più di qualche ora sola soletta sulla strada senza che nessuno passi e la riporti all'ordine raccogliendola.

Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 200 f/7.1 1/200s

 
Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 100 f/5.0 1/200s

 Di parchi, come dicevo, ce ne sono parecchi soprattutto a nord del centro, come quello attorno all'expo center che ha anche uno splendido lago artificiale

Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 200 f/9.0 1/200s -0.67 comp


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 50mm ISO 200 f/9.0 1/320s -0.67 comp


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 200 f/7.1 1/200s



Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 66mm ISO 200 f/10.0 1/320s


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 105mm ISO 250 f/8.0 1/60s

Poco più a nord c'è un altro parco molto rilassante e, manco a dirlo, curatissimo

Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 200 f/10.0 1/250s


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 200 f/9.0 1/125s


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 50mm ISO 200 f/9.0 1/160s


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 92mm ISO 200 f/5.6 1/60s

In centro c'è un po' di tutto, dai grandi centri commerciali ai vari ristoranti di sushi, tenzushi, okonomiyaki (anche stile Hiroshima), yakitori etc etc e anche qualche grattacielo anche se siamo parecchio lontani dai livello di Tokyo.


Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 24mm ISO 200 f/8.0 1/250s

Essenziale, almeno dal mio punto di vista una bici per muoversi. Io finalmente ho trovato la mia ad un prezzo stracciato per una mountain bike ed eccola qui bella parcheggiata davanti a casa. Pare facile ma ci ho messo due settimane a capire come armeggiare il trabiccolo per metterla al secondo piano del parcheggio (ovviamente numerato, non si parcheggia a caso...)

Nikon D90, Nikkor AF-S 18-105mm, 18mm ISO 200 f/3.5 1/25s

E per la serie "siamo in giappone di che ti meravigli", parcheggi per bici a Tokyo


il mio non è così avanzato, funziona ancora con le mani...

Irrashaimase! Irrashaimase!

domenica 22 novembre 2009 10:03 PM scritto da Micchan in ,

Vista la quantità di negozi, department stores e kaiten-zushi che ho visto in questi giorni è il minimo mi rimanga in testa "irrashaimase!" visto che tra commessi e canzoncine si sente ogni due minuti, anzi ora mi manca quando non me lo dicono :)
Perciò "irrashaimase" anche a tutti quelli che sono appena arrivati sul sito!

Oggi c'era anche la Tsukuba Marathon per le strade. Saranno stati almeno in quindicimila a correre, anche varie alci, qualche Power Ranger e pure uno scoiattolo di dimensioni quantomeno anomale... Per la cronaca non so chi abbia vinto ma ce n'era uno che correva parecchio più degli altri. Gambare! Gambare!
L'anno prossimo potrei andarci anch'io, magari...

"I wish I could sleep" "Me too"

domenica 1 novembre 2009 10:53 PM scritto da Micchan in , ,

Nuovamente in linea, ma da un'altro continente (mentre ascolto le previsioni del tempo in giapponese, pare che pioverà da qualche parte).
Come sono andati i primi giorni in Giappone?
L'effetto di arrivo a Narita e successivo trasferimento in albergo fa molto Lost in translation. Fortunatamente le procedure di immigrazione e dogana non hanno intoppi (ero preparato a tutto, con mille documenti pronti all'uso) e poi sono fortunato a individuare immediatamente da dove parte l'autobus per l'aeroporto: quindi in meno di un'ora dall'atterraggio sono già in camera e ho già ringraziato in giapponese la signorina che mi ha mostrato la via per la stanza. Bene, pensavo peggio.
A Tsukuba, meta finale e dimora dei prossimi due anni e passa, arrivo dopo un tragitto tortuoso dell'autobus che impiega un'ora e quaranta minuti a fare sessanta chilometri o poco più.
Fortunatamente mi vengono a prendere alla stazione degli autobus perchè non avrei saputo come arrivare al KEK da solo (e anche oggi che mi ero preparato ho sbagliato con le fermate degli autobus).
Il centro è immerso nel verde ma completamente fuori città. La zona più vicina (Hanabatake) è praticamente un villaggio.
Tutti gentili esattamente come ci si attenderebbe dallo stereotipo giapponese. E sempre rimanendo nello stereotipo mi danno subito parecchie cose da fare in un tempo che secondo me è poco, dato che devo anche occuparmi di cose come ufficio immigrazione, banca, casa, senza essere in grado di chiedere un sacchetto di plastica al supermercato (supaamaketto!) se non a gesti.
Il dormitorio dove starò provvisoriamente non disattende al suo nome: è proprio un dormitorio. Stanzina, con bagno (fiuu), in cui non so proprio dove mettere le cose.
E ancora non sono arrivate le scatole...

La sera del primo giorno sono da solo e decido di farmi un giretto intorno al KEK.
Il posto intorno è di una tristura infinita però è strapieno di ristoranti (giappponesi, insieme a due improbabili francese e italiano e l'immancabile MakuDonaruduso).
Sono indeciso se entrare e sfidare la sorte oppure tenermi la fame. Alla fine vince la fame ed entro in un tipicissimo ristorante giapponese che non doveva essere molto caro visto che vi cenavano anche varie famiglie.
Riesco a capire qua e la il menu e anche ad ordinare in uno stentatissimo giapponese (loro non fanno una piega anche se è inutile che mi ripeta per tre volte cosa c'è dentro un piatto se già alla prima non ho capito). In ogni caso ordino tempura e mi arriva una scodella molto piena (per gli standard del mio stomaco che non riesce a finirla) e una miso shiro. Riesco anche ad ordinare con estrema soddisfazione un... bicchiere d'acqua... tutto in giapponese, non male come primo giorno. Per la cronaca un bicchiere d'acqua mi è venuto 210 yen che è più di un quarto del costo della tempura, lascio a voi il divertimento di calcolare il cambio.

(Nel frattempo alla radio sono passati al giappo-inglese di un programma di lezioni di inglese: di giapponese nel mio caso).
Come primo giorno mi basta e torno al dormitorio.
Il fine settimana sono completamente da solo e quindi decido di farmi un giro per il centro di Tsukuba.
La giornata è calda, molto calda e quindi decido di farmela tutta a piedi.
Dico subito che ho camminato per sette ore sette, prima di tornare nel dormitorio.
Il centro è molto lontano a piedi dal KEK. In bici si può fare se il tempo non è veramente orrendo.
Tutta la città di Tsukuba e certamente tutta l'università (intanto siamo passati al portoghese alla radio) sono immersi in un parco interminabile. L'atmosfera è molto rilassata e finalmente si comincia a vedere un po' di gente e tantissime bici perchè ovviamente è tutta zona pedonale.
Il posto mi piace e mi rincuora parecchio rispetto a quello che avevo intravisto nel buio il giorno prima. Un appartamento da queste parti sarebbe perfetto, si può andare in bici sino al KEK attraversando il parco e sfruttando le piste ciclabili onnipresenti (in ogni strada e su entrambi i lati... divino!).
Mi faccio un giro nell'immancabile centro commerciale e quasi mi perdo. Alla fine decido di comprarmi qualcosa da mangiare e lentamente tornare a casa.
Al rientro faccio il mio primo incontro con giapponesi che non siano quelli del gruppo di ricerca. E chi ti vado a incontrare? Non potete immaginare... Un gruppo di sponsor della Bibbia... a me?!? Neanche fingere di non sapere nemmeno una parola di giapponese (che in effetti non mi risulta così difficile) riesce a farli desistere dall'attaccare un bottone infinito, perchè ovviamente trovo degli attivisti giapponesi che sanno pure parlare inglese... E vai con quanto è bella l'Italia e blabla. Siccome sono un po' giapponese dentro, non voglio digli chiaro in faccia che non mi interessa proprio nulla di quello che mi vorrebbero proporre e quindi mi sorbisco alcuni minuti di tiritera, ma poi stringo e vado sul concreto non dicendogli direttamente che sono ateo ma mettendo abbastanza in chiaro che non sono interessato. Non fanno troppi drammi su questo e ci salutiamo, ma vogliono che gli lasci email e nome: per la prima ho gioco facile a dirgli che sono appena arrivato e quindi non ho un indirizzo ancora e poi con una enorme faccia tosta gli lascio un nome falso inventato nel momento esatto che la penna scorreva sul taccuino. Se un certo Carlo Masi esiste e si trova in Giappone probabilmente verrà contattato da fervidi attivisti cattolici per costringerlo ad ascoltarli.
Anche qui come secondo giorno non c'è male.
Per il terzo giorno rimando al prossimo post... Mata ne!

E comunque qui le macchine si fermano subito se ti avvicini alle strisce pedonali... cose mai viste :D
Purtroppo no foto per un po' perchè sono senza apparecchio cattura luce.


Film: Tokyo! di Gondry, Carax, Joon-Ho
Musica: Joe Hisaishi, Travelling Soot (Tonari no Totoro soundtrack)