清水寺 - Kiyomizudera (Kyoto) Aprile 2010
箱根, 紅葉 (Hakone), Novembre 2010
富士山、江ノ島から (Monte Fuji da Enoshima), Dicembre 2010
日光, 輪王寺 - Rinno-ji (Nikko), Giugno 2010
清水寺 - Kiyomizudera (Kyoto)
Kyoto, giardino del Kinkaku-ji
増上寺 - Zojo-ji
日光, 輪王寺 (Nikko) Rinno-ji
日光(Nikko)
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Asian movies - I'm a cyborg but that's ok

domenica 24 luglio 2011 2:00 AM scritto da Micchan in ,

I'm a cyborg but that's ok, Chan-Wook Park (2007)


Cast:
Su-jeong Lim,
Rain


Se cresci con la nonna che pensa dii essere un roditore e passi tutto il giorno con lei da grande cosa diventerai? Un cyborg, che domande. E i cyborg non hanno neanche bisogno di mangiare, bastano due fili di corrente nel braccio e aspettare che la ricarica finisca.

Comincia cosi' il film di Park (autore della trilogia della vendetta, Sympathy for Mr.Vengeance, Old Boy, Sympathy for Lady Vengeance) che nuovamente parla di amore ma tutto a modo suo. Lei, Young-goon, pensa di essere un cyborg. Arriva a farsi molto male per questo e viene ricoverata in un ospedale psichiatrico, popolato da varia umanita'. Le macchinette del caffe si rifiutano di parlarle, e le luci del corridoio sono un po scontrose perche' non rispondono, e lei cerca uno scopo del suo essere cyborg.

Lui, uno dei pazienti, ruba le cose agli altri pazienti: la voglia di mangiare, i giovedi', le partite di ping pong, l'empatia.
Finiranno in qualche modo per volersi bene. Ma c'e' un problema: i cyborg non hanno bisogno di mangiare... Quindi lei si lascia lentamente morire e verra' forzata a farlo ribellandosi violentemente ai medici.
Come si fa a convincere un cyborg a mangiare e che questo non rovinera' i circuiti?

Come sempre visionario nel racconto delle relazioni che pur narrate in contesti fuori dal comune non sono nient'altro che le stesse che tutto il mondo prova ogni giorno, anche quando la protagonista e' una cyborg.
Park riscrive le leggi della robotica in una versione contaminata trasformandole dei sette peccati capitali per un cyborg. A queste leggi si attiene Young-goon e lui stesso nel corso di tutta la storia. Le invenzioni stilistiche e l'anormalita' della storia la rendono affascinante come gli altri film di Park, sino all'ultimo istante.

E anche un cyborg alla ricerca di uno scopo nell'esistenza puo' alla fine trovarlo, se piove troppo.

Asian movies - S-diary

sabato 23 luglio 2011 6:50 PM scritto da Micchan in ,

S-Diary (2004) di Kwon Jong-gwan

Cast:
Kim Seon-ah
Kim Soo-ro
Gong Yoo
Lee Hyeon-woo, Nah Moon-hee, Kim Kwang-il



Altro film coreano, una commedia romantica (nella cronologia i post precedenti sull'argomento).
Jinny arriva in un momento della sua vita in cui fa i conti con le storie passate e fallite. Fallimenti che lei attribuisce alla incapacita' dei suoi partner di avere un sentimento sincero nei suoi confronti. Torna a ricordare e rivivere quelle storie attraverso la lettura dei suoi vecchi diari e si
convince che in qualche modo tutti loro le debbano qualcosa. 

Come mettere ordine nella propria vita sentimentale?
Il film cerca di rifletterci con il metro della commedia leggera, a tratti malinconica o surreale. Magari le soluzioni di Jinny non sono proprio ortodosse, ma, senza mai raggiungere i livelli di una Lady Vengeance, riuscira' in qualche modo ad ottenere il risarcimento che lei ritiene indispensabile.
Il film regge anche le deviazioni di stile piu' inattese e rimane tutto sommato consigliabile, ai livelli
di un 500 Days of Summer.

Trailer
Trailer 2 (surreale, senza neanche un'immagine del film, ma che in effetti riassume parecchio)

127 hours & Changing Partners (Corea)

lunedì 4 luglio 2011 1:32 PM scritto da Micchan in , ,

127 hours, Danny Boyle 2011
CAST: James Franco, si solo lui.

Dopo i primi minuti del film in cui si viene lanciati nelle distanze e proporzioni immense di Arizona e Utah, si giunge al momento in cui Aron rimane bloccato in mezzo al Blue John slot canyon, il come non sto a raccontarlo ora, ve lo lascio scoprire.
Arrivati a questo punto ci si chiede come fara Boyle a portare avanti due ore di film con le inquadrature di James Franco da solo in fondo ad un crepaccio e immobilizzato. Eppure ci riesce, e non solo. Riesce a catapultarci completamente nella mente di Aron a farci reagire fisicamente ad ogni sua azione o pensiero, eccitati o terrorizzati, schifati, persi, deliranti, determinati, torturati, rassegnati ad un inevitabile destino.

Difficile un film piu' fisico, materiale, di questo, per tutta la sua durata, anche se Boyle comunque ci ha abituato a questa concretezza palpabile delle sue storie. I primi minuti in cui siamo bloccati insieme a lui sono terrorizzanti, una disperazione che sarebbe troppo lunga da sopportare se durasse piu' di qualche minuto. 
Franco regge tutto il film da solo, ogni secondo per due ore, una prova non da poco, "terrific" direbbero l'ammmerigani.