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上原ひろみ (Hiromi Uehara), perche'? Perche' questo pezzo e' suonato da dio e va ascoltato, non sentito, dall'inizo alla fine. Altrimenti non premete neanche play...
Official website
Idem... non sto a ripetermi
martedì 22 febbraio 2011 12:29 AM scritto da Micchan in Hiromi Uehara , Japan , music
上原ひろみ (Hiromi Uehara), perche'? Perche' questo pezzo e' suonato da dio e va ascoltato, non sentito, dall'inizo alla fine. Altrimenti non premete neanche play...
Official website
Idem... non sto a ripetermi
domenica 20 febbraio 2011 11:17 AM scritto da Micchan in Anonymous , Security
"A déjà vu is usually a glitch in the Matrix. It happens when they change something."
La storia interessantissima dell'attacco di Anonymous al sito HBGary su ArsTechnica.
Un insieme incredibile di errori da bambini nel management della sicurezza di un server di una compagnia che vende servizi di web security...
Ripensateci la prossima volta che scrivete la vostra password :)
"It has been an embarrassing week for security firm HBGary and its HBGary Federal offshoot. HBGary Federal CEO Aaron Barr thought he had unmasked the hacker hordes of Anonymous and was preparing to name and shame those responsible for co-ordinating the group's actions, including the denial-of-service attacks that hit MasterCard, Visa, and other perceived enemies of WikiLeaks late last year.
When Barr told one of those he believed to be an Anonymous ringleader about his forthcoming exposé, the Anonymous response was swift and humiliating. HBGary's servers were broken into, its e-mails pillaged and published to the world, its data destroyed, and its website defaced. As an added bonus, a second site owned and operated by Greg Hoglund, owner of HBGary, was taken offline and the user registration database published.
Over the last week, I've talked to some of those who participated in the HBGary hack to learn in detail how they penetrated HBGary's defenses and gave the company such a stunning black eye—and what the HBGary example means for the rest of us mere mortals who use the Internet."
Continua su
Anonymous speaks: the inside story of the HBGary hack su ArsTechnica
"It means fasten your seat belt Dorothy, 'cause Kansas is going bye-bye."
sabato 19 febbraio 2011 1:19 AM scritto da Micchan in Gramsci , Italy , Sanremo
Nel bailamme mediatico di Sanremo qualcosa di buono esce pure fuori
da La Citta Futura di Antonio Gramsci
venerdì 18 febbraio 2011 11:30 PM scritto da Micchan in Italy , Radio3 , Ricerca
Radio3 dedicherà la programmazione di martedì 22 febbraio alle storie, alle speranze, ai travagli, alle passioni delle ricercatrici e dei ricercatori italiani, quelli che vivono nel nostro Paese e quelli sparsi per il mondo. Una giornata speciale: sulle frequenze di Radio3 saranno protagoniste le voci di chi la ricerca la fa giorno per giorno. Malgrado tagli, difficoltà, limitazioni e una miopia politica che non sa vedere che La ricerca non è tempo perduto, e anzi è un’ancora di salvezza per l’Italia nella società della conoscenza. Storie analisi e prospettive del mondo della ricerca saranno discusse all’ interno di ogni singola trasmissione. Radio3 chiama a raccolta biologi e linguisti, chimici e filologi, architetti e astronomi, matematici e drammaturghi, musicisti e archeologi, geografi e informatici, fisici e geologi, storici dell’arte e veterinari, e tutti coloro che vivono sperimentando, osservando, inventando.
La ricerca suona così sarà il gran finale di questa giornata speciale: una serata tra musica e sperimentazione.
Grazie al compositore Fabio Cifariello Ciardi gli ascoltatori a casa e il pubblico in Sala A di via Asiago (alle ore 21.00) assisteranno in tempo reale alla traduzione in suoni di materiali insospettabili come gli andamenti finanziari dei titolo di borsa o i discorsi ufficiali dei potenti della Terra.
Marco Giordano e Luigi Pizzaleo di Nuova musica per l’educazione, con il loro progetto Metis, sottoporranno il pubblico a una serie di esperimenti di manipolazione del suono e di ascolto. Maria Pia De Vito proporrà un intervento per sola voce ed elettronica live.
In conclusione il trombonista Michele Lo Muto proporrà Appunti per Amanti Simultanei I per trombone, suoni di intonarumori ed elettronica di Fabio Cifariello Ciardi su testo di Tommaso Filippo Marinetti.
8:24 PM scritto da Micchan in Japan , Photography , Ueno
domenica 13 febbraio 2011 10:33 PM scritto da Micchan in Italy
venerdì 11 febbraio 2011 6:27 PM scritto da Micchan in Japan , Photography , Shinjuku
Foto sparse tra il parco di Shinjuku-新宿御苑 (Shinjuku Gyoen) e le vie li intorno, prese a meta' Settembre (al solito: meglio in fullscreen ;) )
Continua con le foto di Ueno...
6:21 PM scritto da Micchan in Japan , KEK
domenica 6 febbraio 2011 11:37 AM scritto da Micchan in Enoshima , Japan , Photography
11:21 AM scritto da Micchan in cinema , Movie
venerdì 4 febbraio 2011 9:03 AM scritto da Micchan in Japan , Kill Bill , Movie , Tarantino
Ma nooo! Tarantino appassionato di cinema giapponese(*)?!? ma daaaai... ma che daverodavero?
e ne mancano alcuni molto evidenti tipo la camminata della Sposa e di Carradine all'inizio del secondo film, tutto in b/n, attribuibile ad un Leone a caso ^^
Secondo me se li cerchiamo ce n'e' ancora per altri 10 minuti buoni di video...
(*) Nota per i pignolini... certo che lo so che bruce lee mica e' cinema giapponese...
mercoledì 26 gennaio 2011 3:09 PM scritto da Micchan in America , Italy
Direttamente da Wikipedia dopo un casuale selfgoogleing
Guido (English pronunciation: /ˈɡwiːdoʊ/) is a slang term for a lower-class or working-class urban Italian-American. The guido stereotype is multi-faceted. Originally, it was used as a demeaning term for Italian-Americans in general. More recently, it has come to refer to Italians who conduct themselves as thugs with an overtly macho attitude. The time period in which it obtained the latter meaning is not clear, but some sources date it to the 1970s or 1980s.
Etymology
The word "guido" is derived from either the Italian proper name "Guido" or the Italian verb "guidare" (to drive). At least one researcher has theorized that it may have developed as an insult among Italian-Americans applied to new immigrants.
Modern usage and the Italo-American reaction
The term is used in metropolitan areas associated with large Italian-American populations (such as Brooklyn, Staten Island, Queens, The Bronx, Long Island, Connecticut, South Philadelphia, Little Italy in Baltimore, the North End in Boston, Federal Hill in Providence, Johnston, Rhode Island, and New Jersey).[6] In other areas, terms such as "Mario" (Chicago) and "Gino" (East Haven, Connecticut, Toronto, Montreal) have a meaning similar to guido. Although some Italians self-identify as "guidos", the term is often considered derogatory or an ethnic slur.
The term caused controversy in 2009 when MTV used the term in promotions for the reality television show Jersey Shore, which stars a predominantly Italian-American cast. This spurred objections from Italian-American organizations such as Unico National, NIAF, the Order Sons of Italy in America,[8][9] and the internet watchdog organization ItalianAware. Although MTV removed the term from some promotions, it remains closely associated with the show, and some of the cast members use it regularly to describe themselves while the females sometimes refer to themselves as a "guidette."
Style
Clothing associated with the stereotype includes gold chains (often herringbones chains, Figaro chains, cornicellos, or saint medallions), pinky rings, clothing such as plain T-shirts, muscle shirts or "guinea Ts" (derived from the term "guinea", an ethnic slur for Italians), leather jackets, sweat or tracksuits, scally caps, unbuttoned dress shirts, bowling shirts, and dress suits. Slicked-back hair, also known as pompadours, blowouts, fauxhawks, tapers, and heavily gelled hair are common stereotypes.
martedì 25 gennaio 2011 10:04 PM scritto da Micchan in Italy
Come non essere completamente daccordo con il seguente articolo? (con la parte in cui non si torna intendo...)
"
Io tornerò. E tu?
di Ruggero Galtarossa
Spesso mi trovo a parlare con un compagno italiano della facoltà di Giornalismo alla City University London. Si parla di futuro, si parla di Berlusconi, si parla di tante cose. Amareggiato devo tacere alle sue parole: “Io non tornerò”. Quante volte le ho sentite, e quante volte ne sono stato attratto. Eppure qualcosa mi spinge a resistere, a credere ancora che un giorno io tornerò.
La mia avventura a Londra nasce in un’aula dell’Università degli Studi di Padova. E’ Ottobre, la prima lezione del primo anno di Giurisprudenza. Non conosco nessuno eppure un certo entusiasmo tra i miei vicini mi colpisce fin da subito. Cala il silenzio quando il professore entra in aula. Non sappiamo il suo nome, lui non si presenta. Ci sommerge con volumi e volumi della “disciplina”, senza pietà, senza un attimo di pausa. La lezione termina, il professore cerca di evitare le domande di un paio di studenti disorientati. Poi trecento persone si alzano pigramente ed escono dall’aula in silenzio. Ha così inizio la processione di quelli che per cinque anni non saranno altro che numeri sul registro di un professore."
continua sul Fatto quotidiano
martedì 11 gennaio 2011 11:50 PM scritto da Micchan in educazione , Japan
Sul Post due teorie diametralmente opposte sull'educazione dei figli che paradossalmente possono dare dei risultati analoghi. Ora, non che l'argomento mi veda impegnato in prima persona adesso, ma neanche nei prossimi anni, pero' comunque pensare a come educare un bambino rimane un bell'esercizio di psicologia (che poi farlo veramente si traduca anche e soprattutto in parecchio dispendio di energie fisiche e' un altro paio di mani).
Meglio una educazione ferrea e rigida di modello cino-giappo-coreano (Il Post - I figli dei cinesi) dedicata all'acquisizione di spettacolari competenze specifiche oppure una educazione molto piu' ludica (Il Post - L'Elogio di Gian Burrasca)? La maggior parte di europei e parte degli americani (probabilmente il settore liberal, cosi' tanto vicino alle posizioni europee) inorridiranno leggendo il primo articolo e prenderanno un sospiro leggendo il secondo. Io personalmente ho trovato entrambi i modelli validi. Non che necessariamente esista il modello assolutamente corretto ma proviamo ora a pensare quale e' il modello dominante a livello mondiale... E, secondo, quale e' il modello che garantisce piu' flessibilita' alla fine? E' cosi' ovvia la risposta?
Ora vi state anche chiedendo che faccio a fare tutte queste domande senza dare neanche una risposta che sia una... ma ci pensero' quando sara' ora.
12:39 PM scritto da Micchan in America , Huffington Post , Japan , Workaholism
Dall'Huffington Post un interessante articolo sul workaholism negli Stati Uniti che penso si possa applicare in parte anche al Giappone.
Workaholism in America: A European's Perspective
"Coming from Serbia -- a country of six million in Eastern Europe that once belonged to a larger, war-torn entity called socialist Yugoslavia -- I wasn't fully aware of the notion of "career anxiety" when I came to Washington D.C. for my MA degree. Until one evening, that is, at the very onset of the school year. A colleague of mine who was just turning 27 raised his glass and voiced his fear: "Twenty-seven: no serious job and no stable career track."I was 23 at the time and could not comprehend why anyone would be obliged to have a "career track," let alone a stable one, especially at (what I saw as) the tender age of 27. In fact, I had never entertained the concept the way my American friends were referring to it.
While many Americans move out of their homes when they're 19 to hit college, the East- European model is quite different. Countries are smaller, and if there's any migration it is directed typically towards the capital, so young people continue to live with their families through college. Because of high unemployment rates and poor standard of living, they aren't expected to become financially independent, and many depend on their parents well into their late twenties or even early thirties -- without a sense of shame that such state of affairs entails in the US. These factors reduce the relevance of what Americans often describe as "the treadmill feel" -- an almost compulsive desire for continuous promotions, financial gains, followed by a rise in social status, and an increasing social anxiety."
Continua su Huffington Post.
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